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La sabbia della spiaggia esotica dove siamo
andati in luna di miele, i biglietti del Metropolitan o della Scala, dove
abbiamo assistito alla nostra opera preferita, il sotto bicchiere della più
famosa birreria della Baviera, la nostra foto a Selinunte, la festa di laurea
del nostro migliore amico. Oggi tutto questo non è più conservato in scatole
dentro un armadio o in un cassetto, oggi tutto questo è nel nostro album di
ricordi. Non in modo casuale, ma ben classificato con l’identificazione delle
persone, dei posti, delle date.
L’industria dello Scrapbooking non è mai
stata così agli apici, come in questi ultimi tempi. Sarà una maggior voglia di
tradizioni e di ricordi, sarà una maggior confidenza con il mondo virtuale con
nostre Home Page o Blog, espressioni virtuali del nostro Scrapbook, fatto sta
che oggi lo Scrapbooking è un business da milioni di dollari, in espansione sia
negli US che nel resto del mondo.
Anche qui in Italia lo Scrapbooking sta
prendendo sempre maggior piede, numerose sono le persone che lo scoprono e lo
praticano, prima ancora che nel reperimento dei materiali nei negozi. Non raggiunge ancora ovviamente i livelli di
diffusione del mondo anglosassone, soprattutto per quanto riguarda le cifre che
ruotano a tale business.
L’approccio italiano al mondo Scrap è molto
diverso da quello anglosassone, soprattutto da quello americano. Negli US tutti
materiali che vengono usati negli Scrapbook sono “acid-free” comprati esclusivamente
in negozi specializzati, nei dipartimenti appositi dei grandi negozi di
hobbistica oppure nei numerosi siti on line. Non fa parte della filosofia della
Scrapper americana l’utilizzazione di materiali non appositamente creati per lo
Scrapbooking, non le verrebbe mai in mente di riciclare materiali, come carte
da regalo o altro. Che sia invece questa la filosofia della Scrapper italiana
lo dimostrano molto spesso gli elenchi dei materiali utilizzati e anche il
recente sondaggio lanciato da Scrapbook.it, non ancora concluso, ma che nelle
sue prime fasi sta dando proprio questa indicazione. La Scrapper italiana non
disdegna l’utilizzazione di marteriali non “acid-free”, quindi anche materiali
di riciclo, ma non li porrebbe mai a contatto con le foto. Un approccio se
vogliamo un pò meno “religioso”, ma sicuramente più pratico e proprio anche
della nostra cultura.
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Perché si chiama Scrapbooking?
L’attuale hobby è frutto di una evoluzione di centinaia di anni. Già nel
16º secolo c’era l’usanza di raccogliere in libri creati appositamente
e conservare per i posteri, lavori artistici, frasi, osservazioni sul mondo.
Il termine “Scrap” viene dagli avanzi di
carta lucida nella Germania del 18º
secolo. Alcuni di essi venivano utilizzati dai fornai per incartare il pane, ma
altri, secondo una recente ricerca condotta dalla “Tulane University”,
collezionavano questi “scrap” in libri. Da qui alla formula attuale che nel
1980 si sviluppa nello UTAH grazie ad una certa signora Marielen Christensen,
che inaugurò proprio in quello Stato il primo negozio di articoli scrap.
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I numeri
Da allora l’industria Scrap è cresciuta in
modo esponenziale soprattutto durante gli anni ’90. Le stime in US parlano di
3000 negozi specializzati che forniscono materiale a 25 milioni di Scrappers
solo negli Stati Uniti, il giro d’affari annuale è stimato in 2,5 “bilioni”
(non è un errore di battitura è proprio una “B”) di dollari.
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Ma non è solo un album di foto?
Beh veramente oggi non sono solo semplici
albums di foto. Gli Scrappers usano inserire nei loro Scrapbook anche preziosi
ricordi, quali la ciocca dei capelli dei propri bimbi, biglietti di ogni tipo,
monete e grazie ai nuovi “bottoni” appositi per lo Scrap, anche registrazioni
di voci, parole e suoni. Così concepiti questi albums sono destinati a
raccogliere le tradizioni e la quotidianità della famiglia, in preziosi tesori
da tramandare ai propri discendenti. La chiara ed esatta identificazione di
luoghi e persone poi, saranno benedette da generazioni di nipoti e pronipoti,
non più alle prese con quiz del tipo: “Ma questa è la zia Maria?”
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Chi sono gli Scrappers?
Indagini condotte recentemente negli US
hanno dimostrato che la/lo Scrapper tipo è generalmente una donna che ama gli
hobby manuali realizzati con la carta, ma non necessariamente come attività
legate allo svago.
Gli intervistati hanno affermato che quando
si è alle prese con lo Scrap, non ci sono attività di casa che tengano: niente
più bucati o pranzi. Anzi lo hanno anche indicato come un Hobby quasi
“dietetico” visto che “non si può mangiare mentre si fa lo Scrapbooking”. Tra
gli intervistati anche uomini e ragazzi. Non tutti, infatti, disdegnano lo
Scrap come hobby, alcuni “maschietti” si cimentano soprattutto nella
realizzazione di album “Heritage”, con le foto di famiglia, o album dedicati ai
propri hobby (astronomia, modellismo etc.). Identificano lo Scrap con le foto,
journaling e qualche abbellimento non necessariamente fatto di merletti e
quindi un po’ femminile. Così anche i ragazzi, i quali dedicano le loro
attenzioni soprattutto agli album dedicati alla scuola e ai loro compagni,
prediligendo l’aspetto Journaling, come modo anche di comunicazione
evidentemente. Ovviamente questa è una indagine condotta negli Stati Uniti,
magari in Italia la strada per far conoscere lo Scrap ai nostri maschietti di
casa è ancora un po’ lunga, ma non disperiamo.
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